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L'Importante è la faccia 3 Agosto 2006Un po' perchè nelle ultime due settimane ho ammirato un paio di colleghi concludere brillantemente lavori veramente complessi, un po' perchè il caldo mi fa sentire nostalgia della stagione fredda, mi sono ritrovato a ripensare ad un modo di dire che mi piace.
Non è la solita citazione di un gran programmatore o di un comico famoso o di Yoda ("Fare o non fare, non c'è provare" è un mantra da ripetere una volta all'ora :) ), ma semplicemente di Marco, un mio compagno di snowboard:
"L'importante è la faccia"
L'idea è questa: ci sono momenti in cui la tavola va dove vuole, in cui stai facendo un salto e non sai come atterrerai, in cui una lastra di ghiaccio fa saltare tutti i piani. Capita a tutti, esperti o no. Quello che distingue un esperto da una valanga di carne e neve, in questi momenti, è la faccia. Una faccia seria, quasi allegra, che convince (o almeno mette il dubbio) chi la vede che il pazzo sa cosa sta facendo. Anche se cade. Perchè chi guarda pensa "Stava provando qualcosa di difficile".
A pensarci, è quello che facciamo nei momenti in cui stiamo lavorando meglio.
Quando il file di log non segnala errori ma nulla funziona, quando il cliente farnetica nuove funzionalità da sviluppare, quando devi concludere al volo il lavoro del collega a letto con la varicella...
Sei lì, che stai facendo del tuo meglio e, dietro ai dubbi del momento, sai che tutto prenderà prima o poi a funzionare. In fondo di solito succede no?
E qui, genialmente, i migliori riescono anche a spendere un attimo di tempo per avere un atteggiamento che convinca anche il cliente e i colleghi. Si lavora meglio con intorno un'atmosfera di calma e di fiducia, ed evitare che qualcuno ogni 10 minuti ti chieda preoccupato a che punto sei è solo tempo guadagnato. Tanto più che calma e sicurezza sono "contagiose".
"L'importante è la faccia" |