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Passaggio di consegne: corto è meglio!
13 Giugno 2007

Ci sono tante situazioni in cui serve un passaggio di conoscenza: qualcuno viene promosso, va in ferie, cambia lavoro, magari vuole introdurre nel team un nuovo tool o linguaggio di programmazione di cui è l'unico esperto..

Saltando spesso di progetto in progetto, a volte passando le consegne, a volete ricevendole, il mio personale metodo è evoluto verso misure drastiche. Il passaggio di consegne che funziona è breve e fulminante.

E' ragionevole che chi lascia qualche competenza scoperta dia un'introduzione e una panoramica a chi erediterà il suo ruolo, correlate con i dettagli essenziali (per esempio: la password del repository!). Poi però deve SPARIRE. E' sopportabile un po' di reperibilità telefonica, ma senza esagerare.

Il nuovo martire si trova così a dover sviluppare il suo approccio ai problemi: la necessità aguzza l'ingegno no? La reazione dell'intelligenza di una persona quando non ha più nascondigli è fenomenale :)

Quando si a guida le prime volte, sono più istruttive le guide accompagnati da qualcuno o quelle in solitudine? Finché non si comincia da soli a scegliere quale strada percorrere e non ci si assume la piena responsabilità del controllo dei freni, non si impara.

A incoraggiarmi in questo approccio draconiano ci sono anche le abitudini sociali: se il vecchio referente è in zona, tutti continueranno a rivolgersi a lui nei momenti di necessità o di crisi. Meglio forzare la mano anche in questo caso. Se il cliente vuole che sia fissato un baco nell'applicativo di Ugo, gli si dirà che Ugo è irreperibile, e può rivolgersi a Gino. Anche se Ugo è nella stanza accanto.

Il passaggio di consegne lungo di solito lo vedo strisciare verso l'inutilità: il ricevente si abitua ad avere il precedente referente a portata di mano, e il suo cervello SMETTE di memorizzare i dettagli, perché sa a chi chiederli. O peggio ancora, si scava una nicchia di competenze, diventando una specie di assistente di chi invece dovrebbe mollare l'osso, rimandando l'inevitabile sfida con l'ignoto.

Addirittura, se vogliamo attaccare un problema di un passaggio di consegne di codice spinoso con il PairProgramming, è una buona idea, dopo pochissime ore di Pair, che il custode del sapere sia allontanato da suo tesoro: il fatto che sia diventato l'unico esperto sul funzionamento di un componente è già un brutto segno. Meglio mettere due teste fresche a lavorare sulla matassa, così da generare rapidamente due persone in grado di sbrogliarla nel momento del bisogno.

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